I rifiuti domestici possono essere smalti tramite appositi contenitori, generalmente messi a disposizione da una ditta scelta dal Comune di residenza. Altro discorso, invece, meritano i rifiuti speciali, siano essi pericolosi o no. Per lo smaltimento di questi ultimi non basta metterli nel classico sacchetto e gettarli nel bidone sotto casa, bensì è necessario rivolgersi ad una ditta specializzata, cui fare riferimento per qualsiasi dubbio, incertezza o spiegazione al riguardo. Lo scorretto smaltimento è dei rifiuti speciali, infatti, è perseguibile dalla legge: per essere sicuri di non incorrere in qualsiasi genere di errore, è quindi necessario fare chiarezza al riguardo. Vediamo nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere sullo smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi.

Quali sono i rifiuti speciali non pericolosi?

I rifiuti speciali non pericolosi rappresentano quel tipo di scarti e prodotti in avanzo derivanti dalle attività produttive di specifiche aziende. Tra le principali caratteristiche che li contraddistinguono, vi sono ad esempio i materiali amiantiferi, una parte di agenti chimici considerati inquinanti, e una parte dei metalli e non metalli pesanti. I rifiuti considerati speciali, ma non pericolosi, più comuni che vengono trattati dalle ditte specializzate per il loro smaltimento sono:

  • Scarti di materiali da cava come pietrame vario
  • Rifiuti derivanti dalla produzione, intesa come macellazione e lavorazione di carni e prodotti ittici, dall’agricoltura e da altri alimenti come cereali e quant’altro
  • Scarti derivanti dalla produzione di bevande analcoliche, caffè ed affini, produzione di pane, produzione di latte e prodotti derivati
  • Prodotti di scarto dalla produzione e lavorazione del legno, carta e tessuti anche in parte quelli derivanti dalle concerie, che non implichino l’utilizzo di vernici o altri prodotti chimici considerati inquinanti

Abbandono dei rifiuti speciali: le multe

Disfarsi dei rifiuti speciali non pericolosi rappresenta un tema più complesso di quanto si possa pensare, infatti è necessario considerare non solo le questioni etiche e ambientali, ma anche quelle di natura puramente economica e giuridica. Sbarazzarsi dei rifiuti speciali come avviene con quelli più comuni, gettandoli direttamente nel cassonetto di destinazione, rappresenta un grave errore. Nella maggior parte dei casi, infatti, questi sono costituiti da sostanze inquinanti: di conseguenza, richiedono uno smaltimento speciale e diverso dall’indifferenziata. 

Dal punto di vista giuridico, lo smaltimento scorretto di questi rifiuti, senza rivolgersi ad una ditta specializzata, comporta per i cittadini delle multe che possono risultare anche molto salate, oscillando dai 300 e i 3.000 Euro. Nel caso delle aziende, invece, quelle che scelgono di non rispettare le normative vigenti per il corretto smaltimento dei rifiuti speciali possono incorrere in multe che variano dai 2.000 ai 26.000 Euro. In alcuni casi è previsto anche l’arresto, con una condanna che può arrivare anche a circa 11 o 12 mesi di carcere.

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